La scuola italiana messa alla prova.

L'ultimo anno e mezzo è stato una prova tangibile di quanto alcuni settori necessitassero di una modernizzazione e di un potenziamento. Possiamo tranquillamente dire che il Coronavirus sia stato la miccia che ha dato il via a una serie di aggiornamenti improvvisi in più campi.

Senza dubbio, la scuola italiana ha vissuto una rivoluzione, mettendo alla prova docenti e studenti, e finendo al centro di dibattiti e polemiche che hanno messo in luce tutte le difficoltà esistenti.

⁠Non potendo basarsi sul classico insegnamento in presenza, il settore educativo si è dovuto adeguare alle circostanze di emergenza sanitaria. Come? Ricorrendo alla didattica a distanza, a Internet, allo scambio di informazioni via chat. Non senza ostacoli, visto e considerato che solo una parte delle famiglie italiane è stata in grado di beneficiare della banda larga ad almeno 100Mbps, ad esempio.

Difficile fare previsioni per il futuro. Nel dubbio, si punti alla formazione.

Già, ora come ora è molto complicato fare previsioni sull'anno accademico 2021/2022.
Essendo il Coronavirus ancora presente, è palese che l'insegnamento debba proseguire lungo la linea della cautela e della sicurezza.
Si tornerà in aula un po' alla volta? Probabilmente sì, ma l'abbandono totale delle metodologie di educazione digitale è un'ipotesi lontana. Ecco perché la formazione del personale scolastico resta una prerogativa.

Che l'insegnamento tradizionale dovesse prevedere un'implementazione degli strumenti digitali era emerso nel 2015, in occasione del Piano Nazionale Scuola Digitale incentrato sull'innovazione del sistema scolastico e sull'educazione digitale in Italia.

Col Decreto legge n.18 del 17/03/2020, il governo italiano ha successivamente stanziato 5 milioni di euro con l'obiettivo di formare i docenti sui metodi e sulle tecniche di didattica a distanza. Un'ulteriore conferma delle necessità evidenziate nel 2015.

Oggi abbiamo anche il programma di formazione del Ministero dell'Istruzione per la scuola digitale Formare al futuro, attivo da luglio 2020. Pensato ancora una volta per gli insegnanti, si traduce in percorsi formativi focalizzati sulla didattica digitale integrata e sulla trasformazione digitale della scuola.
Formare al futuro continua il percorso di innovazione del sistema scolastico italiano, avviato nei mesi di epidemia da Covid-19, nel campo della Dad e dell'organizzazione del lavoro agile dei docenti.

Iniziative parallele a supporto del personale scolastico.

In questo periodo che resterà nella Storia, ci sono diverse altre iniziative a sostegno degli insegnanti.
L'obiettivo è sempre lo stesso: far fronte alle necessità operative odierne grazie a una nuova consapevolezza e una formazione digitale adeguata.

Ci sono i corsi sugli strumenti della GSuite for Education di Google, proposti dall'associazione ToKalon e da IdeAttivaMente, che formano il personale scolastico sull'uso degli strumenti GSuite e di tools minori utilizzabili anche in aula. Ci sono poi i corsi sulla didattica online condotti dalla CampuStore Academy e i webinar specifici di Innovation for Education.

Insomma, le forze dispiegate in questo momento sono tante, e tutte incentrate sull'avere un personale scolastico più preparato in materia digitale.
I mesi che ci aspettano porteranno nuove sfide. Essere preparati ad affrontarle significherà aver investito bene non solo le risorse economiche, ma anche il tempo che si è avuto a disposizione.