Spesso, durante la nostra attività di assistenza alle imprese, abbiamo fornito risposte che presupponevano domande pressoché inevitabili.

Una delle più importanti (e a quanto pare, non così scontata come si potrebbe pensare) riguarda il raggiungimento degli obiettivi e la miglior modalità di misurazione della performance aziendale.

I due aspetti sono connessi: non si può pianificare senza prima aver verificato se si stia andando o meno nella direzione auspicata.
Prendiamo gli hotel come esempio. C'è un confronto costante con un ambiente in cui l'approccio verso la clientela e i relativi strumenti cambiano in continuazione. Pianificare diventa un'azione indispensabile.
Pensa anche a quanto sono diventati importanti i siti di prenotazione online e le recensioni dei consumatori.
Definire un piano strategico, quindi, ci permette di focalizzare l'attenzione sull'esistenza stessa dell'impresa e, perché no, di mettere in discussione alcuni aspetti cruciali. Il nostro servizio è adeguato? Il mercato e i clienti a cui ci stiamo rivolgendo sono quelli giusti? Tutte queste cose, le stiamo comunicando nella maniera migliore?

Tutti questi aspetti richiedono che l'imprenditore si ponga le domande giuste. Nel caso, necessitano anche l'intervento dei collaboratori e/o di altri professionisti, condividendo giudizi e questioni critiche.
Insomma attuare la transizione da una gestione pensata giornalmente a una più attenta e pianificata significa cambiare mentalità e introdurre i giusti strumenti nella nostra struttura.

Definito l'obiettivo, quindi, non resta che procurarsi gli strumenti capaci di accompagnarci lungo il percorso. Questo perché la pianificazione va di pari passo col controllo di gestione.
Quali sono i passi fondamentali? Di sicuro, il primo è definire la propria azienda in modo corretto, riuscendo a dare la giusta valutazione delle performance passate per definire meglio il futuro.
Si lodano sempre gli imprenditori che si buttano sprezzanti del rischio, ma quanto è davvero coraggio e non sconsideratezza? Quanto il buttarsi alla cieca causa una sottovalutazione dei rischi?
Il controllo di gestione assume un ruolo fondamentale, misurando l'andamento sotto il profilo economico e finanziario per verificare che la strada intrapresa sia quella giusta. Deve accompagnare però un'adeguata pianificazione che indichi la via e definisca l'abito che l'impresa stessa vuole indossare, qualunque esso sia.
Esistono pessimi hotel a 5 stelle e ottimi 3 stelle, senza dubbio. Si tratta di giudicare i risultati, di avere rispetto del proprio lavoro, del servizio che si offre e del cliente che lo richiede (ecco la vera sfida!).
Gli aspetti da considerare riguardano il marketing, le tecniche di comunicazione, l'immagine, la capacità del personale di offrire un servizio coerente con essa, e tanto altro ancora.

Tutti passi, questi, che inevitabilmente confluiscono verso un piano economico/finanziario. Tuttavia, senza mettere a punto un'adeguata strategia, perderebbero di senso.

Serve l’aiuto di un consulente esperto che conosca il settore e che sia in grado di formulare le domande giuste. Non si tratta di sostituire l'imprenditore, ma di lavorare insieme a lui per dare risalto ai giusti punti da discutere.
Si tratta di un lavoro importante che richiede tempo ed è sicuramente costoso, ma può diventare decisivo per la consapevolezza delle scelte imprenditoriali che, attraverso il piano strategico, verranno formalizzate.

Il controllo di gestione in hotel viene spesso concepito unicamente come una tecnica per tenere sotto controllo, appunto, costi e ricavi. Si dimenticano gli importanti aspetti finanziari della gestione, dell’analisi dei flussi di cassa storici e di quelli attesi, della valutazione degli investimenti e delle risorse necessarie a effettuarli, così come della programmazione economico-finanziaria.

Per condurre un’efficace attività di controllo di gestione in hotel non bastano i software, anche se dedicati. Il software in sé è solo uno strumento che organizza informazioni complesse e le restituisce, semplificate e chiare. Se le informazioni sono sbagliate, insufficienti o inadeguate, il prodotto dell’analisi fatta dal software sarà altrettanto sbagliato, insufficiente o inadeguato. 

È chiaro, allora, che il controllo di gestione in hotel funziona solo grazie a una continua alimentazione di informazioni ampie, approfondite e complete. Discorso che vale anche qualora il controllo venga demandato a terzi attraverso l’intervento di consulenti o esperti.

Fare pianificazione strategica è decidere la meta. Attuare il controllo di gestione, giorno per giorno, è la bussola.

Ridurre il tutto a un mero esercizio aritmetico difficilmente aiuta a migliorare la gestione, perché i numeri non sono compresi nel loro significato e nella valenza di giudizio che possiedono.

Fare il passo più lungo della gamba può essere molto pericoloso, ma anche stare fermi senza muoversi mai non genera nulla di buono. La realtà intorno a noi si muove.

Occorre dunque fissare una meta coerente con le proprie ambizioni e cercare al contempo di essere all’altezza dei propri desideri.